
Recuperare volumi destinati al macero per ridare loro vita attraverso un’operazione visionaria: nasce vent’anni fa da una grande intesa di coppia il progetto capace di trasformare fragili fogli di carta in incisive sculture senza tempo. Dal 2006.
In una ex-tipografia di una strada tranquilla della vecchia Milano, esiste un luogo pieno di libri salvati dal macero. È la Bottega artistica di Lorenzo e Simona Perrone dove si respira un’aria d’antan con una patina bianca e rassicurante che pervade chi la visita.
“È qui che creiamo i LibriBianchi. Sono la nostra espressione artistica, una ricerca personale che si sviluppa da oltre vent’anni e che esplora il mondo dei libri e sancisce con forza il binomio libro/cultura come sinonimo di civiltà” racconta Simona. Lorenzo invece spiega la tecnica: “Ogni libro verniciato di bianco diventa un’icona di tutti i libri. Con acqua, colla e gesso, lo trasformiamo in materia prima sulla quale interveniamo con vari materiali apparentemente estranei come filo spinato, vetro, sassi, legni e vernice bianca, per cercare di trasmettere con questo libro, le nostre sensazioni nella vita di tutti i giorni, esprimere pensieri e inviare messaggi”. Lorenzo, milanese di nascita, frequenta da giovane il corso di Pittura del Castello Sforzesco e la Scuola del Libro dell’Umanitaria, che lo segna per sempre. La sua vita professionale nasce nel campo della grafica e della comunicazione tra Milano, Londra e New York.
Simona invece, fiorentina, inizialmente si sposta a Parigi dove si esprime attraverso il costume e la moda, maturando una forte esperienza nel campo dell’immagine in collaborazione con importanti fotografi.
Nel 2000 Lorenzo ritorna alle aspirazioni artistiche giovanili, lasciando il linguaggio urlato della pubblicità per quello silenzioso della scultura.
Rientrati in Italia Lorenzo e Simona nel 2006 danno vita ai LibriBianchi, simbolo di cultura e studio salvifico, per poi allargare la loro produzione a grandi installazioni e al bronzo, per avvicinare il libro ad una vivibilità infinita.
La loro ricerca si evolve verso tematiche sociali e ambientali con l’”Artivismo partecipato”, recuperando sempre e solo libri destinati al macero.