Fornace Curti

Madame la terracotta.

Seicento anni in Milano realizzando i fregi architettonici per la “Ca’ Granda” al tempo degli Sforza. Dal 1400.

C’è una materia prima che non appartiene al passato: vive con noi, cambia con noi, attraversa i secoli adattandosi a mode, contesti e visioni. È l’argilla, capace di trasformare l’umiltà in bellezza, di andare dalle case più semplici alle dimore più prestigiose senza perdere autenticità. Una materia viva, che da sempre accompagna la storia del nostro Made in ltaly, rinnovandosi senza mai snaturarsi. La terracotta non è una vecchia chincaglieria: è una materia che si reinventa, capace di inserirsi con naturalezza anche negli ambienti più moderni e contemporanei. È un sipario che si apre su qualcosa che la grande distribuzione non potrà mai replicare. E non è stato facile difendere questo patrimonio: resistere alla globalizzazione, alla grande distribuzione online, alla plastica, ai ritmi sempre più frenetici, alla “comodità dell’usa e getta”. Tutto questo, ha richiesto determinazione e una scelta precisa: quella di credere ancora nell’unicità, nel pezzo fatto a mano, nella qualità che non si può produrre in serie. Orci, anfore, vasi, complementi d’arredo che portano con sé la mano dell’artigiano e il tempo della creazione. Ed è proprio quel tempo, lento e sapiente, a rendere ogni pezzo unico. Dalla penna d’oca ai social, Fornace Curti prosegue la sua sfida al tempo, rinnovandosi proprio come la terra che modella da oltre 600 anni. Dopo Alberto, è oggi Daria a traghettare questa eredità verso un futuro che non tradisce la tradizione, ma la reimpasta e la rigenera. Ed è allora che scopri come il tempo, quando passa tra mani giuste, sappia ancora sorprendere: basta avvicinarsi a quella terra viva per ascoltare storie che non hanno mai smesso di parlare.

Via Walter Tobagi, 8

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