
Un pezzo di storia, quella della seconda metà del Novecento. Uno spazio di riflessione per l’uomo di oggi. Attraverso l’arte. Dal 2006.
Emilio Tadini ci ha lavorato fino al 2002. Oggi ci vivono Francesco Tadini, il figlio fotografo e regista, con la moglie Melina Scalise, psicologa, giornalista e curatrice dell’archivio. Una scelta di vita cominciata nel 2006 votata a fare di casa propria una Casa museo, una piazza pubblica, un luogo di confronto e dialogo che parte dall’arte condividendo la fruizione dell’eredità artistica e intellettuale di Emilio Tadini. Per un periodo sede dell’associazione culturale Spazio Tadini, oggi è museo privato e archivio. Ospita attività culturali in ambito artistico, musicale, teatrale, letterario. Volti noti ed esordienti hanno avuto modo di avvicinarsi al pubblico in uno spazio intimo e accogliente come può essere solo una casa. Si può visitare l’ex studio del pittore e scrittore che ospita mostre fotografiche con la direzione di Federicapaola Capecchi per il progetto Opificio della Fotografia. Accanto si trovano lo spazio fotografico-studio di Francesco Tadini, una biblioteca, la collezione d’arte e i documenti della casa editrice Grafiche Marucelli. Al piano superiore si scoprono le tele di Emilio Tadini. In vent’anni serate memorabili con Dario Fo, Luigi Pestalozza, la tromba di Falzone e Rava, il pianoforte suonato da Intra, Liguori, le serate di letteratura con Vittorio Sgarbi, Flavio Caroli, Claudia Canali, Massimo Recalcati, Elio Fiorucci, Piera Degli Esposti. Poi i pittori noti e meno noti fino ai protagonisti della street art che hanno descritto Milano, i suoi cambiamenti e i fotografi del collettivo Photomilano fondato da Francesco Tadini.