
Le più belle vedute della città attraverso l’arte di Marco Crippa. 1936/2025
Nato a Milano nel cuore del quartiere Isola, in un ambiente modesto, inizia a dipingere dal vero sulla strada non ancora ventenne. Indagare il suo rapporto con questa città non è cosa semplice: Marco Crippa ha spesso ripetuto “Milano è la mia modella”, ma i modi in cui ci invita a conoscerne anche le vedute meno ufficiali e turistiche ci fanno supporre che si tratti piuttosto della sua casa, anzi, del suo studio. Milano è la sua grande officina, un luogo che l’artista ricrea al di là di ogni definizione e, soprattutto, libera dai pregiudizi che la vorrebbero una città grigia e nebbiosa, segreta e squadrata. Ma come si presenta e in cosa consiste la città che l’artista ci invita a conoscere? Certo i suoi soggetti sono le vie, le piazze del centro, i luoghi della finanza e della moda, i monumenti, ma anche i vicoli della città vecchia, le aree diroccate, le case di ringhiera con i panni stesi, i bidoni allineati nei cortili; i navigli, Brera, Porta Venezia, ma anche quartieri come Greco, Garibaldi, Bovisa, le stazioni, i parchi cittadini. Non è affatto una città unica, ma piuttosto un luogo totale: dinamico, ospitale e generoso, sognato, spesso lieve e ben areato. Marco Crippa ha scoperto che Milano sa anche di mare e di temporale, ha scoperto quel luogo dove Milano smette di essere Milano per diventare una città più vasta, offerta alle sconfinate possibilità della sua tavolozza d’artista. All’interno della sua opera colori impensabili affiorano sotto la superficie di questa città eretta su asfalti acquorei e specchianti; percorsa da rotaie, da cavi e tubature come da graffi e serpenti che sfiorano, scavano e sfregiano. Lamiere, mattoni, marmo, cemento e vetro, le materie si sfaldano e trasmutano nella visione dell’artista che ci riconsegna una città ubertosa, tempestosa, matura, saporita come frutta di stagione; una città che vibra, corre, gioca e respira tra ricordi del passato e desideri di futuro.